Antibiotici e resistenza, uso e abuso degli antibiotici con l'acquisizione di resistenze multiple

Antibiotici e resistenza, uso e abuso degli antibiotici con l'acquisizione di resistenze multiple
25 gennaio 2018
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Antibiotici e resistenza, uso e abuso degli antibiotici con l'acquisizione di resistenze multiple

Nella prima metà del ‘900, con la scoperta della penicillina ad opera di Alexander Fleming, è iniziata l’era antibiotica. In un secolo, gli antibiotici hanno cambiato e migliorato la vita delle persone ma, purtroppo, il loro abuso ci sta già trasportando nell’era post-antibiotica.

Infatti, già da diversi anni i batteri, che hanno un’elevata plasticità genetica e sono pertanto in grado di evolversi in un determinato senso in risposta all'ambiente nel quale vivono, hanno iniziato a sviluppare resistenza.

La principale ragione dello sviluppo della resistenza sta nella pressione selettiva causata dall'uso degli antibiotici: i batteri che sopravvivono sono quelli che hanno sviluppato un meccanismo per evitare di essere uccisi dagli antibiotici.

L’antibiotico resistenza implica che gli antibiotici non riescono a debellare le infezioni batteriche per cui bisogna cambiare tipo di antibiotico, ma vi sono batteri che hanno sviluppato delle resistenze multiple sono diventati del tutto insensibili a numerosi antibiotici, anche appartenenti a famiglie chimiche diverse.

Questo significa che alcune infezioni batteriche possono non essere curabili in alcun modo e che si possa morire per questo, specialmente se il paziente affetto da questa problematica ha un sistema immunitario molto debole.

I dati raccolti dalla sorveglianza dell’antibiotico-resistenza dell’Istituto Superiore della Sanità (Ar-Iss) coordinata dal dipartimento Malattie infettive dell’Iss indicano che in Italia la resistenza agli antibiotici, per le specie batteriche sotto sorveglianza, si mantiene tra le più elevate in Europa.

Una situazione difficile con ampi margini di peggioramento. Infatti, secondo i dati a disposizione se non ci sarà alcun cambiamento si rischia che nei prossimi 30 anni le morti legate a malattie infettive batteriche resistenti agli antibiotici procureranno circa 10 milioni di morti l’anno in tutto il mondo.

È un problema di grandissima importanza ma troppo spesso sottovalutato, tale grave problematica si potrebbe in parte risolvere se tutti coloro che somministrano e assumono questi farmaci lo facessero correttamente.

Gli antibiotici, infatti, non vanno assolutamente presi per trattare infezioni virali (per cui sono del tutto inefficaci) o stati di malessere generale non definito, e vanno assunti nei dosaggi e per i periodi di cura prescritti. In particolare i genitori devono imparare a placare la loro ansia ed evitare di ricorrere agli antibiotici per trattare qualsiasi malattia del loro bambino.

Eliminare l'uso inappropriato di antibiotici e promuovere un loro uso più giudizioso è parte essenziale della soluzione.

Tags: antibiotico, salute

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