Farmaci per curare l’influenza: quali scegliere

Farmaci per curare l’influenza: quali scegliere
17 gennaio 2020
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Farmaci per curare l’influenza: quali scegliere

L’influenza è un’infezione virale che colpisce le vie respiratorie. Per prevenirla, è necessario sottoporsi annualmente al vaccino antinfluenzale.

Quando invece si è contratta, non ci resta che assumere farmaci appositi.

Anche se il consiglio principale è quello di riposare, ecco alcuni farmaci antipiretici e antinfiammatori che possono essere utili ad alleviare i principali sintomi dell’influenza.

È bene ricordare che, non essendo direttamente causata da un’infezione batterica, l’influenza non si cura con gli antibiotici, anzi, indebolendo il sistema immunitario, essi potrebbero prolungare i tempi di guarigione dalla malattia risultando comunque inefficaci.

Farmaci per curare l’influenza: gli antipiretici e gli antinfiammatori

I principali farmaci per curare l’influenza, nello specifico per contrastare la febbre, sono a base di paracetamolo e ibuprofene.

L’ibuprofene è un principio attivo che rientra nel gruppo dei FANS (Farmaci Non Steroidei) ed è dotato sia di proprietà antipiretiche che antinfiammatorie, oltre a proprietà analgesiche.

Prima di assumere farmaci a base di ibuprofene, è necessario informare il proprio medico curante nel caso di alterata funzionalità epatica, cardiaca o renale; se si soffre di asma bronchiale, malattie allergiche o rinite cronica; se si soffre di insufficienza cardiaca congestizia o ipertensione; se si soffre di disturbi della coagulazione, dato che l’ibuprofene può prolungare il tempo di sanguinamento.

L’ibuprofene, inoltre, potrebbe causare reazioni allergiche, nel qual caso va immediatamente avvertito il proprio medico di fiducia.

Un’altra controindicazione riguarda l’apparato gastrointestinale: l’ibuprofene potrebbe infatti causare perforazione e sanguinamento gastrointestinale sia se associato ad altri antinfiammatori sia se utilizzato da solo.

Va dunque usata molta cautela.

Il paracetamolo (o acetaminofene) è considerato un farmaco piuttosto sicuro, tanto da essere usato anche nei neonati. Ha una efficace azione antipiretica e analgesica ed è ben tollerato, di norma, dal nostro intestino.

Ciononostante, è bene ricordare che nei pazienti affetti da patologie epatiche dev’essere in ogni caso somministrato con cautela e solo dal proprio medico curante, poiché può provocare danni al fegato. A causa delle alterazioni che il paracetamolo potrebbe provocare ai reni e al sangue, inoltre, va somministrato con cautela anche ai pazienti con anemia emolitica.

Il paracetamolo è spesso utilizzato con altri principi attivi per migliorarne l’efficacia contro i sintomi dell’influenza. In particolare, è spesso associato all’acido ascorbico (vitamina C) per stimolare le difese immunitarie, con l’acido acetilsalicilico (Aspirina) – che non va mai somministrato sotto i 16 anni a causa del rischio di sviluppare la sindrome di Reye - come antinfiammatorio e antidolorifico.

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